Rions noir: dalla fine all’inizio

Annachiara Gedda si è formata al Conservatorio di Torino diplomandosi, col massimo dei voti e la lode, in Composizione con Giorgio Colombo Taccani e in Strumentazione per Orchestra di Fiati con Sandro Satanassi. Vincitrice o segnalata in numerosi concorsi di composizione nazionali ed internazionali, suoi lavori sono stati eseguiti in Italia e all’estero all’interno di importanti festival e stagioni musicali. È assegnataria della borsa di perfezionamento Master dei Talenti Musicali, Fondazione CRT – Conservatorio G. Verdi – Torino.

Rions Noir, qui nella prima esecuzione assoluta della versione per orchestra di fiati, si sviluppa utilizzando come principio generatore dell’intero lavoro il “canone 1 a 2” di J. S. Bach tratto dall’Offerta Musicale BWV 1079. Il manoscritto di questo enigmatico canone mostra un solo pentagramma il cui inizio è collegato con la fine; al termine del lavoro, infatti, Bach inserisce chiave e alterazioni rovesciate così che il musicista capisca che deve leggere tutto partendo dall’ultima nota per concludere con la prima. L’esecuzione simultanea dei due cammini, semplice e retrogrado, dà luogo a due voci, la cui simmetria determina un’evoluzione reversibile. Non a caso il titolo Rions Noir è palindromo, e segue le stesse regole del canone di Bach.

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